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Copertina del libro Milano
Capitolo 7

MANGIARE E BERE

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Trovare la zona giusta dove dormire a Milano dipende interamente dal mood del tuo viaggio. La città offre quartieri con personalità davvero uniche, perfetti per soddisfare ogni esigenza, dalle esigenze di budget alla voglia di fare festa o alla necessità di muoversi in famiglia.

La cucina milanese è una vera e propria sorpresa. Se pensi che a Milano si mangi solo roba veloce prima di tornare in ufficio, ti sbagli di grosso! La tradizione culinaria di questa città ha radici contadine fortissime, legate alla terra, alla pianura e ai ritmi della natura. È una cucina sostanziosa, pensata per scaldare nelle fredde giornate d'inverno, dominata dal burro (più che dall'olio), dal riso, dalla carne e dai formaggi cremosi. I suoi colori sono avvolgenti: l'oro acceso dello zafferano, il marrone dorato delle impanature croccanti e il rosso denso dei sughi di carne.

Negli ultimi decenni, Milano è diventata anche la capitale del cibo d'avanguardia. Le sue radici tradizionali si sono fuse con contaminazioni da tutto il mondo e da ogni regione d'Italia: oggi la scena gastronomica va dalla trattoria storica a conduzione familiare fino ai ristoranti etnici super autentici e ai bistrot stellati. Ma per fare un turismo enogastronomico di alto livello, devi assolutamente ripartire dai classici.

Ecco l'elenco dei piatti tipici di Milano che non puoi davvero perderti, spiegati nei minimi dettagli per un'esperienza da vero foodie.

Risotto alla Milanese (Risott col Zaffran)

È il re incontestato della tavola milanese, riconoscibilissimo per il suo colore giallo oro brillante dato dallo zafferano. Viene preparato mantecando il riso Carnaroli o Arborio con brodo di carne (meglio se di manzo o midollo), cipolla, vino bianco, una dose generosa di burro e tanto Parmigiano Reggiano.

Che gusto ha: Ha un sapore ricco, cremosissimo e avvolgente. Lo zafferano regala una nota aromatica quasi speziata e inconfondibile che bilancia la ricchezza del burro e del formaggio.

Ricorrenza: È il piatto delle feste in famiglia e delle domeniche, anche se oggi si trova tutto l'anno nei menu delle trattorie.

Abbinamento: Si sposa divinamente con un vino rosso lombardo di medio corpo e con una buona acidità che pulisce il palato, come un Bonarda dell'Oltrepò Pavese o un San Colombano DOC. Se preferisci le bollicine, un Franciacorta Brut o uno Oltrepò Pavese Metodo Classico sono la scelta chic definitiva.

Cotoletta alla Milanese (Cotoletta al Garboss)

La vera cotoletta milanese non è una semplice fettina impanata: è un costoletta di vitello con l'osso alta almeno due dita, impanata con uovo e pangrattato e fritta rigorosamente nel burro chiarificato. Esiste anche la versione "orecchia d'elefante" (sottile e battere gigante), ma quella tradizionale è spessa, morbida dentro e croccante fuori.

Che gusto ha: Un contrasto pazzesco tra la crosta dorata e croccante all'esterno e la carne di vitello succosa e tenerissima all'interno, con un profumo irresistibile di burro nocciola.

Ricorrenza: È il piatto confortevole della domenica e dei pranzi di festa.

Abbinamento: Serve un vino che sgrassi la frittura nel burro: un Valtellina Superiore DOCG (a base di uva Nebbiolo/Chiavennasca) o un Curtefranca Rosso sono perfetti. Per chi ama la birra, una pilsner artigianale lombarda bella fresca e luppolata è l'accoppiata della vita.

Ossobuco alla Milanese con la Gremolada (Osbüch)

È un taglio di carne di vitello (la fetta di stinco) con al centro il suo osso ricco di delizioso midollo. Viene cotto a fuoco lento in umido con brodo, vino e verdure finché la carne non diventa talmente tenera da sciogliersi con la forchetta. Sopra si aggiunge la gremolada, un trito fresco di prezzemolo, scorza di limone e aglio.

Che gusto ha: Intenso, profondo e succulento. La gremolada sul finale regala una sferzata di freschezza citrica che bilancia perfettamente la morbidezza e la ricchezza della carne e del midollo. Spesso viene servito sopra il risotto alla milanese (il famoso "piatto unico").

Ricorrenza: Tipico piatto autunnale e invernale, perfetto per i pranzi della domenica quando fuori c'è la nebbia.

Abbinamento: Ci vuole un rosso di gran struttura e personalità: punta dritto su uno Sforzato di Valtellina (Sfursat) o un Barbera dell'Oltrepò Pavese.

Cassoeula

La cassoeula è il piatto invernale più vigoroso e tradizionale della Brianza e di Milano. Nasce dalla tradizione contadina per non sprecare nulla del maiale: è uno stufato a base di verze (che devono aver preso la prima gelata invernale per diventare tenere) e parti "povere" del maiale come costine, cotenne (cotica), piedini, mazzette e salsicce tipiche (i luganegitt).

Che gusto ha: Un sapore forte, deciso, rustico e molto ricco. La dolcezza della verza stufata si fonde con la grassezza e la sapidità della carne di maiale cotta per ore.

Ricorrenza: Si prepara tradizionalmente il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate (protettore degli animali), o comunque durante i mesi più freddi dell'anno.

Abbinamento: Qui serve un vino rosso mosso, frizzante e con un'ottima acidità per sgrassare la bocca dopo ogni boccone: un Oltrepò Pavese Barbera Frizzante o un Gutturnio dei Colli Piacentini (poco distante) sono ideali.

Mondeghili (Le Polpette Milanesi)

I mondeghili sono le storiche polpette milanesi nate durante la dominazione spagnola per riciclare il bollito o gli avanzi di carne della festa. La carne trita viene impastata con pane raffermo bagnato nel latte, uovo, mortadella di fegato o salsiccia, prezzemolo e noce moscata, per poi essere appallottolata, schiacciata leggermente e fritta nel burro.

Che gusto ha: Morbidissimi all'interno, sapidi e speziati, con quella tipica crosticina dorata e profumata di burro.

Ricorrenza: Nati come piatto del recupero del lunedì, oggi sono diventati il re dell'aperitivo o dell'antipasto nelle trattorie milanesi.

Abbinamento: Perfetti da sgranocchiare con un calice di Lugana DOC (bianco fresco del Garda lombardo) o con una birra bionda artigianale tipo Helles.

Michetta con il Salame o i Formaggi Tipici

La michetta è il pane soffiato tradizionale di Milano, riconoscibile dalla sua forma a stella con il "cappello" centrale e del tutto vuoto all'interno (è fatta solo di crosta croccante). Farcite una michetta con il Salame Milano (a grana fine) oppure con formaggi lombardi DOP come il Gorgonzola Dolce (cremoso e muffato) o il Taleggio.

Che gusto ha: La croccantezza leggera del pane si sposa alla perfezione con la cremosità penetrante del Gorgonzola o con la sapidità speziata del salame.

Ricorrenza: Lo spuntino di metà mattina, il pranzo veloce della tradizione operaia o la merenda di una volta.

Abbinamento: Un aperitivo informale perfetto se abbinato a un calice di Oltrepò Pavese Pinot Nero vinificato in bianco o a uno spritz milanese a base di Campari (il liquore nato proprio in Galleria Vittorio Emanuele II!).

Panettone (El Panetton)

Il dolce milanese famoso in tutto il mondo. È un lievitato alto e soffice, frutto di una lavorazione lunghissima con lievito madre, ricco di burro, tuorli d'uovo, uvetta e scorze di arancia e cedro candite.

Che gusto ha: Un'esplosione di morbidezza, profumo di agrumi, vaniglia e burro buono. Dolce ma mai stucchevole.

Ricorrenza: Nasce rigorosamente come dolce di Natale, anche se oggi i mastro pasticceri lo producono anche in versione estiva o artigianale tutto l'anno.

Abbinamento: Non abbinarlo mai allo spumante secco! Il panettone vuole vini dolci da dessert: un Moscato dell'Oltrepò Pavese, un Moscato di Scanzo DOCG (un passito rosso fantastico) oppure un bicchierino di Amaretto di Saronno o Averna a fine pasto..